Sir Black

scritto da Beppe Tritone
Scritto 5 mesi fa • Pubblicato 5 mesi fa • Revisionato 5 mesi fa
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Autore del testo Beppe Tritone

Testo: Sir Black
di Beppe Tritone

Peppe e Loris erano due disgraziati certificati, con tanto di
timbro comunale immaginario: Inetti di Prima Classe.
Vivevano sopra una piadineria chiusa per fallimento
morale, non economico, e avevano un incarico semplice
come un bicchiere d’acqua… se non fossero stati
loro: vendere una bustina di cocaina per conto del boss
locale, detto il Ragioniere (perché faceva i conti anche
quando sparava).
La cocaina era lì, sul tavolo. Bianca, compatta, promettente
come una carriera universitaria mai iniziata. Dovevano solo
consegnarla, incassare e girare tutto al Ragioniere senza
fare danni.
Indovina.
Poi entrò Sir Black, cocker spaniel nero, orecchie lunghe
come due punti interrogativi e occhi da santo caduto. Il
cane non abbaiò. Inspirò. Un risucchio da aspirapolvere
sovietico. Un secondo dopo aveva il naso infarinato e lo
sguardo di chi ha appena capito il senso dell’universo.
 Oh no.
 Ha sniffato tutto.
 Il cane è fatto.
Sir Black iniziò a correre in tondo, citando probabilmente
Nietzsche in una lingua fatta solo di scodinzolii. Peppe e
Loris si guardarono: erano morti, ma non ancora
ufficialmente.
Il Ragioniere non amava le scuse. Amava le ginocchia che
scricchiolano.
E loro adesso dovevano spiegargli perché la sua merce
era diventata un cocker ipercinetico.
Servivano soldi. Subito. E qui arrivò l’idea peggiore
possibile, che per loro era sempre la migliore.
 Rapiniamo qualcuno.
 No.
 Rapiniamo uno ricco.
 No.
 Un commercialista.
 Sì.
Il prescelto era il dottor Armando Belluzzi, leggenda locale
dei 730 e maratoneta amatoriale. Uno che correva la
domenica mattina con la faccia di chi fugge dalle proprie
deduzioni fiscali. Lo rapirono durante l’allenamento,
approfittando del fatto che Peppe lo seguiva in motorino
gridando:
 Forza Armando, ritmo costante!
Belluzzi salì nel furgone convinto fosse un coaching
aggressivo.
Il sequestro durò poco e fu strano. Il commercialista
pretendeva di allenarsi anche legato a una sedia. Faceva
squat con il sacco in testa, parlava di carboidrati complessi
e chiedeva acqua frizzante “per il recupero”.
Sir Black, ancora in fase mistica, correva sul soffitto.
Quando chiesero il riscatto, successe il colpo di scena: il
Ragioniere rispose al telefono.
 Belluzzi? È il mio commercialista. Se non mi fa la
dichiarazione entro lunedì, vi ammazzo io. Se invece me lo
riportate vivo… vi condono il debito.
Peppe e Loris liberarono Belluzzi con tanto di applauso. Il
commercialista, grato, li iscrisse a una maratona benefica
intestata a Sir Black, che nel frattempo aveva fondato una
setta new age per cani iperattivi.
Il Ragioniere mantenne la parola. Peppe e Loris aprirono
una piadineria nuova: “Da Disgraziati”. Sir Black divenne
mascotte, astemio e vegano.
Finale surreale? Certo.
Peppe e Loris finirono per correre la maratona. Arrivarono
ultimi.
Ma, per la prima volta, non dovevano scappare da
nessuno.

Sir Black testo di Beppe Tritone
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